UNICO CIRCONDATO DA SIMILI

l'importanza di essere unico

La bellezza dell’essere unico

Ci piace pensare che chi ci segue stia aspettando il nostro prossimo blog, che sia diventato un appuntamento mensile tra persone interessate o incuriosite dal counselling. Pensiero ambizioso? Forse. Ma in fondo qual è il grosso insieme di argomenti che trattiamo? L’uomo e le sue relazioni, argomento che riguarda tutti.

L’uomo, l’essere umano, unico e irripetibile, che affascinante creatura! E’ interessante per noi perdersi a parlare di come funzioniamo, delle caratteristiche a volte comuni e a volte singolari di ogni individuo.

Nei nostri incontri di Counselling ogni cliente o ogni coppia ci regala qualcosa. Prima di tutto la sua storia, il suo quotidiano e le dinamiche che ne scaturiscono. Noi, da Counsellor, ci poniamo sempre in modo umile e interessato. Senza “ricetta risolutiva” facciamo emergere e  sperimentiamo insieme al cliente le emozioni che prova.

Non esiste un’indicazione prestabilita per ogni situazione che viviamo.

Sarebbe divertente, recandosi in libreria, al fianco del notissimo Cucchiaio D’Argento, che contiene le migliori ricette di cucina della tradizione e degli chef, trovare il Manuale Tandem, con al suo interno rimedi e soluzioni per i problemi del quotidiano. E al fondo trovare la nota frase “Diffidate delle imitazioni”.

Presunziose? Vogliamo scherzare un po’ insieme a voi! La leggerezza e l’umorismo sono i nostri cardini, proprio come parlavamo nei blog precedenti.

Torniamo a noi, come mai ci ritroviamo spesso a introdurre nei nostri blog di Counselling il termine UNICO accostato alla parola PERSONA?

Nel blog precedente avevamo accennato al fatto che avremmo trattato l’argomento dell’unicità dell’essere umano, tema impegnativo, controverso. Sicuramente per noi stimolante.

E’ arrivato il momento! Proviamo ad affrontarlo insieme.

Abbiamo letto una volta che l’uomo è come il prodotto di un artigiano, per quanto si voglia fare un oggetto simile ad un’altro, non sarà mai identico. Proprio per questo vale tanto. Quando, passeggiando per i mercatini di artigianato rimaniamo estasiati da un oggetto e scoprendone il prezzo ne restiamo sbalorditi, ecco che afferriamo il valore e il lavoro dietro all’unicità di quel pezzo. E’ unico.

La Dottoressa Maria Montessori, nota pedagogista della prima metà del novecento, ha trattato questo argomento partendo dall’infanzia dell’essere umano. In un suo libro ci ha offerto questa frase come suggestione e spunto

L’uomo è come l’oggetto lavorato a mano: ognuno è diverso dall’altro, ognuno ha uno spirito creatore che ne fa un’opera d’arte della natura

Maria Montessori

Voi cosa ne pensate a proposito?

Se ci fermiamo ad osservare è proprio così.

Proviamo a pensarci partendo da ciò che è più vicino a noi, ad esempio pensiamo ai nostri legami familiari. A volte ci capitano in mano vecchie fotografie e rimaniamo stupiti di quanto una persona, un vecchio zio, nostra nonna, abbia tratti fisici palesemente comuni (molto simili) a noi.

Laddove si possono notare notevoli somiglianze fisiche, ecco che poi emergono invece tratti comportamentali o valoriali che ne sottolineano l’unicità o la crescita  in ognuno di noi. Tanto il taglio dei nostri occhi può essere simile a quelli di nostro padre, quanto nel quotidiano abbiamo abitudini e stili differenti.

Come ci siamo detti nei blog precedenti, la nostra famiglia è dentro ad uno zaino invisibile che ci portiamo sulle spalle, è sempre con noi. Le nostre origini creano delle parti fondamentali di ciò che ci rende unici. Ma da essa ci distacchiamo, impattando con il mondo e costruendo la nostra personalità.

Non paghe di queste spiegazioni dateci dagli studi fatti e prese dal nostro solito entusiasmo e curiosità siamo andate a cercare di approfondire questa parola: UNICITA’.

Deriva dal termine unico e significa irripetibilità, singolarità, particolarità, peculiarità, eccezionalità. Bellissimi termini presi così, d’impatto.

Noi tutti lo siamo effettivamente.

Ma se pensiamo al nostro quotidiano ecco che ci accorgiamo allora di come siamo totalmente immersi in una società. Non possiamo negarlo.

La mattina siamo spesso incastrati nel traffico insieme a tantissime auto, molto simili alla nostra. Indossiamo vestiti alla moda e adatti alla nostra professionalità, che spesso sono conformi con quelli degli altri. Questi sono solo alcuni degli esempi che ci riportano sul nostro piano di realtà.

Siamo unici ma circondati da simili. Questo perchè abbiamo bisogno dell’altro. L’uomo è per sua natura un essere sociale. Se vogliamo introdurre un po’ di concetti teorici possiamo rifarci al nostro “maestro” A. Adler. Lui ha introdotto il costrutto teorico che sottolinea e riguarda il concetto di sentimento sociale. Adler parte dalla filosofia aristotelica che l’uomo è un “animale sociale”. Le relazioni con gli altri uomini non sono marginali nella vita quotidiana del singolo, ma sono una parte altamente significativa. Per sentimento sociale nella sua forma matura, Adler intendeva la capacità di “riconoscere” la realtà dell’altro con tutte le caratteristiche che rendono ciascuno unico e irripetibile, di essere capaci di “rispettare” le differenze, di “sentirsi” in relazione e di “provare” le emozioni che l’altro vive.

Va intesa come una ricchezza interiore che permette di vivere rapporti sereni e costruttivi con gli altri, di sentirli alleati e non competitori. Ma diversi sono i teorici che hanno voluto illuminarci su questi concetti. Per dirla con A. Smith, l’uomo è destinato a “sussistere solo in società”.  Ma non vogliamo fare le filosofe o le saccenti, assolutamente. Stiamo solo cercando di sviluppare insieme a voi il concetto di unicità all’interno di un contesto sociale, che a quanto pare, ci è indispensabile.

La nostra soggettività viene sviluppata solamente a partire dalle relazioni, che instauriamo con gli altri, siano esse intenzionali o no. L’individuo laddove entri in relazione e in contatto con un altro soggetto reagisce a degli stimoli, attiva dei comportamenti propri. Così  facendo si avvia verso un percorso che lo condurrà alla conoscenza di sé e alla formazione del suo essere unico.

Non è quindi pensabile che un individuo sia veramente tale se non si mescola con altri individui, se non pensa e non esprime un pensiero insieme ad altri soggetti, se non agisce in mezzo ad altre persone, portando sé. Abbiamo bisogno del confronto con l’altro.

E allora rifacendoci al nostro manifesto di Tandem Counselling riproponiamo questo mantra

 

 

Non so dove ma insieme

Già, perché il nostro pensiero da Counsellor è proprio fondato sul rispetto e la capacità di riconoscere e coltivare il proprio essere unico, all’interno del nostro contesto sociale, e naturalmente all’interno del percorso di Counselling.

Quanto è immenso questo argomento. Certo non possiamo concludere qui, allora vi diamo appuntamento al prossimo mese per approfondire meglio insieme come il Counselling può intervenire in questo ambito.

Se volete lasciare un commento, saremo felici di “ascoltarvi”.

A presto!

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One Comment

    Mara Parisio

    Bello l’argomento e trattato molto bene!!!mara parisio

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