NOI SIAMO TANDEM COUNSELLING

Il Manifesto di tandem Counselling

Scrivere il primo articolo del blog di Tandem, per spiegarne il Manifesto, è una cosa seria.

Per di più deve essere lungo non più di 1000 parole, perché così consiglia la nostra Social Media Manager, che se ne intende (noi Counsellor a indirizzo adleriano, invece, non sappiamo cosa sia l’engagement e lasciamo a lei la mole dell’indicizzazione!). Prima di mandare online il sito di Tandem, sapevamo che avremmo dovuto avere anche un Blog. “Perché per avere un sito senza blog, oggi, fai prima a non averlo“, “serve anche per indicizzare i contenuti“. Ce lo ripete in continuazione la nostra editor Silvia Giordano. E oramai ce lo recitiamo a vicenda tra di noi, anche quando lei non ci dà i compiti da fare a casa!

Avevamo in mente principalmente alcune questioni irrisolte, nonostante le condivisioni quotidiane che facciamo via audio sul gruppo di Whatsapp “4 Chiacchiere”:

  1. Come rompiamo il ghiaccio e l’ansia da pagina bianca?
  2. Quale stile di scrittura adottiamo?
  3. A chi ci rivolgiamo?
  4. Cosa si deve redigere in un Manifesto affinché sia congruo, pertinente e chiaro, dal momento che  siamo un collettivo di tre? (Wu Ming insegna).
  5. Come si fa a scrivere in tre, senza perdere il filo e in modo che l’insieme sia armonioso proprio come una sonata a quattro mani per pianoforte?

Quando tocca affrontare simili domande tutte insieme, in sostanza bisogna prendere il toro per le corna. Se no, ci si blocca in partenza. Si sa, “ci saranno sempre dei sassi sul cammino: dipende da noi se farne muri o ponti”. Questa bellissima citazione è stata copiata di getto nel Manifesto, perché rende proprio l’idea dell’atteggiamento alla vita e dell’approccio nella professione che assume il Counsellor ad orientamento adleriano. Ogni difficoltà e’ soggettiva e relativa al contesto, e per quanto imprevista o impegnativa, va vissuta come opportunità di crescita e di attivazione di risorse, in una prospettiva costruttiva e responsabilizzante.

Non è neppure un caso che il Manifesto cominci con un ribaltamento classico: “ Hai voluto la bicicletta?! Meglio il tandem”. Per noi, infatti,  il mondo sarebbe un posto migliore se fin da piccoli imparassimo non a gestire da soli il manubrio della bici, ma se ci insegnassero a andare in tandem con qualcuno e a ricercare l’equilibrio sui pedali con l’altro. Si cadrebbe in due, ci si rialzerebbe insieme e, insomma, mal comune mezzo gaudio. Invece, per come vanno le cose, tocca farlo da grandi. Non e’ mai troppo tardi.

Per mettere nero su bianco i nostri valori e scegliere quelli coerenti con la Mission e la Vision di Tandem,  abbiamo dovuto farne esperienza condivisa, ritrovandoci intorno al tavolo una domenica sera di mezza estate. A Chieri, per la precisione.

Lo sapevate che per confrontarsi sul Counselling Oltre la Mole,  il Tandem si ritrova spesso a cavallo di cena e pedala fino alle ore piccole?

Per votare la sua carta dei valori, il Tandem sceglie di proposito di cambiare location ( di qui il “cambia idea ogni tanto, altrimenti la testa sa di chiuso!), che di solito è Torino, e di mettersi al pc dopo cena anziché a ridosso dell’aperitivo. Per fortuna, tra amiche c’è sempre qualche non detto, e quando si tratta di lavorare fino alle ore beate, per noi, in verità, vale “prima il piacere, poi il dovere”. L’abbiamo espresso in un modo politically correct, che suona così:  “a volte è necessario fermarsi per ripartire”. Siamo però anche profondamente convinte che i veri cambiamenti siano generati da un movimento interno, ampio o breve che sia, per cui nel Manifesto abbiamo fatto “nostro” il proverbio latino che appartiene trasversalmente a molte culture, “Solvitur Ambulando”, che ci ricorda che spesso le cose si risolvono nell’azione, la consapevolezza si acquisisce camminandoci su…Riprenderemo la metafora del viaggio come percorso di Counselling nei prossimi articoli, non vi preoccupate.

THIS TANDEM IS POWERED BY EMPHATHY

Per mettervi più a vostro agio e farvi immaginare come siano andate davvero le cose quel 2 luglio, immaginatevi Laura e Daniela (avete già letto, vero, “Chi siamo”?) che arrivano puntuali a casa di Simona, con pizze e birre, per scegliere i contenuti del Manifesto di Tandem. Si tratta in sostanza di improvvisarsi filosofe, e di mettersi a pensare sodo.  Un bicchiere mezzo pieno stimola l’ispirazione ed è fondamentale per sopravvivere ai brainstorming a tre. In un decalogo, del resto, ogni riferimento non è mai puramente casuale, perciò il nostro non può non riportare la bella abitudine cui siamo affezionate, ovvero che alleggerire nella vita è indispensabile, vestendola come perla di saggezza: Anni, amori e bicchieri di vino non si contano mai”. Libiam ai lieti calici, dunque.

Visto che tre è dispari oltre che accreditato come numero equilibrato e completo, ci siamo date una regola semplice e democratica: in assenza di triumvirato (cioè d’accordo tre su tre), il “due su tre” vince. Non si può ricercare la perfezione perché’ nelle persone non esiste, tranne quando sorridono. Buono a sapersi, la accendiamo.

Per farvi mettere nei nostri panni in quel momento, e’ più facile ammettere a voi stessi quanto sia complesso in realtà lavorare in gruppo. Noi in tre collaboriamo cosi’:  leggiamo ad alta voce i nostri mantra individuali, ad alzata di mano ognuna esprime i suoi sì e i suoi no, motivandoli alle altre due, dopodiché si fa la conta e, riguardo ai significati non condivisi, nella pratica ci atteniamo alla regola dell’ubi maior. La teoria, però, dice che i significati vanno sempre condivisi e moltissimo fa l’empatia. Em- patia, sentire con. Non temete, è un’attitudine che se viene attivata si può sviluppare in ognuno di noi, lo dimostrano le recenti teorie sui neuroni-specchio. Quando comunichiamo con qualcuno, sono in gioco poco i contenuti e molto le emozioni. Imparare a gestirle e’ solo una delle competenze del Counsellor che deve aiutare il suo cliente a riconoscerle e a veicolarle, accettandole e accogliendole con “amore”. Per questo motivo il nostro team e’ formato da Counsellor empatiche e mette in atto con il cliente quelle qualità umane ben sottolineate da Rogers, tra cui il “sintonizzarsi” con il cliente che rimane il vero protagonista del suo percorso, e’ lui a decidere!

La relazione d’aiuto e’ un’arte per cui, per sillogismo, anche “Andare in Tandem è un’arte”. Scriviamo anche questa chicca perché racchiude una giusta verità: una buona comunicazione  parte dall’ascolto dell’Altro,  in particolare sul Tandem. In bicicletta è diverso, si è da soli e per questo si va più veloci, ma sul tandem, insieme a un compagno di viaggio più esperto, il Counsellor, eccome se si va più lontano.

La parola Insieme è un termine chiave del Counselling Adleriano, che considera tre compiti vitali per ogni essere umano: il suo contesto anche lavorativo, le relazioni affettive con l’Altro e che sia inserito in reti di appartenenza.  “Non so dove, ma insieme” svela la filosofia che considera e riconosce l’altro come elemento necessario per essere persone e non solo individui. Esattamente come accade in viaggio: se non si incontra nessuno sul proprio cammino, ci si sposta e basta. Tutto si concentra e si gioca nel confronto con ciò che e’ distante da noi.

L’Altro è uno specchio di Sé e la vera esperienza della differenza per prendere consapevolezza di sé stessi.

 Voila’! Questo è il nostro Manifesto: il Tandem inaugura così il suo blog.

Se volete lasciare un commento, saremo felici di “ascoltarvi”.

A presto!

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