LA VACANZA È NELLA NOSTRA MENTE

la leggerezza per vivere meglio

Il potere della leggerezza

Siamo arrivati ad agosto. È quasi un anno che ci ritroviamo con il nostro appuntamento mensile. È quasi un anno che parliamo di Counselling, che spieghiamo di cosa si tratta, raccontando di noi e di quello che potrebbe incuriosire o interessare. 

Ora però è agosto. Un mese in cui ci si ferma un attimo, forse. Almeno così dovrebbe essere. Il caldo, che quest’anno ha tardato ad arrivare, ci ha dato la vitalità iniziale e ora comincia a “stenderci” e a portare a galla la stanchezza. 

Ed è normale che sia così! 

Dopo un lungo anno un pò di riposo è meritato. Allora stendiamoci su una spiaggia, su un prato, su un comodo letto o su un divano e lasciamo andare tutti i pensieri. 

E se, invece, tutto questo non fosse possibile?

Ci sono situazioni che non ci permettono di staccare e goderci le meritate vacanze: una spesa imprevista durante l’anno, un genitore che non si può lasciare solo, un famigliare malato da assistere, insomma la vita ci mette sempre a dura prova.

Ancora di più dobbiamo ricordarci che anche noi esistiamo. Un pò di sano egoismo può darci la possibilità di decomprimere lo stress.

E come dice il manifesto di Tandem – Counselling oltre la Mole:

La vita ha bisogno di leggerezza

Ma cosa intendiamo con la parola leggerezza?

Treccani, il nostro dizionario di fiducia, scrive che, se riferito ad una persona, indica poca serietà, incostanza, volubilità. Dà a questa parola un’accezione negativa; questo termine indica anche uno stile di vita e diversi testi ne parlano.

Insuperabile resta il libricino scritto da Italo Calvino in occasione delle 5 lezioni che doveva tenere ad Harvard, con le sue sei proposte per il nuovo Millennio. Era il 1985, mancavano ancora 15 anni al nostro secolo. Calvino non potè tenere le lezioni a causa della sua morte improvvisa. Riuscì comunque  a scolpire in poche parole l’essenzialità della leggerezza:

il planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore

Italo Calvino

La filosofia di Tandem Counselling vuole mantenere questo insegnamento. La leggerezza è uno sguardo per atterrare nel duro e faticoso quotidiano della vita. 

Dall’alto per non esserne travolti dal basso. 

Non con una modalità arrogante, ma con un comportamento naturale che ci fa vedere le cose in profondità e allo stesso tempo con distanza rispetto all’affanno del presente. 

Fermatevi un attimo. Pensate a quante persone quotidianamente incontriamo che si prendono sempre e solo sul serio, auto-elogiandosi.  Appaiono pesanti, prive del soffio vitale della leggerezza, da abbinare invece all’auto-ironia, altrettanto lieve ed efficace. Calvino aveva capito bene quanto il mondo contemporaneo si stava muovendo verso una cecità di massa. Stava andando verso l’Io, Io, Io, dove il Noi pian piano scompare. 

La leggerezza ha un dono bidirezionale: ci aiuta a sentirci sereni e nello stesso tempo comunità. Tesse il filo dell’empatia e della solidarietà. Ci spinge fuori dal ghetto dell’indifferenza, portandoci nel sentirci in qualche modo connessi in relazioni anche sottili, leggere, appunto, ma non per questo meno importanti. 

Nel consentirci di “non avere macigni nel cuore”, la leggerezza, come contrario della superficialità (chi assimila i due termini probabilmente ha una diversa visione), è una forma di naturale prevenzione contro il rancore e, a volte, l’odio. Alleggerire la mente anche quando tutto attorno può appesantirci e ci dà l’impressione di non poterne uscire, è la forza della nostra mente. La maggiore risorsa a cui possiamo attingere unita alla nostra capacità di entrare in contatto con le nostre emozioni, ascoltarle e saper seguire le condizioni che possano portarci verso uno stato di benessere maggiore.

Non importa se anche solo per poco, quando dovremo tornare alle nostre responsabilità l’energia accumulata ci darà la forza di affrontare il tutto con maggior carica. Certo queste sono solo parole, facile a dirsi ma a farsi?

La leggerezza è vita, prima di essere stile di vita. E’ energia, preziosa come un talismano quando la durezza della quotidianità non ci fa sconti, da abbinare con qualche sana e ricorrente risata (di alleggerimento). 

E allora è forse più chiaro come un Counsellor ad orientamento Adleriano si senta profondamente affine a questo modo di pensare. Come possa decidere di avvicinare al suo stile di vita e aiutare il cliente ad approcciarsi a tale modalità. 

Già perché la leggerezza può aiutarci a dare delle svolte all’interno della nostra vita. Non cambiando le situazioni che ci accadono, ma trasformando il modo in cui le guardiamo e le affrontiamo. 

Ma si può imparare ad essere “leggeri”? E come?

Lorenzo Jovanotti in “Le canzoni” ci dà un ottimo suggerimento. Ci invita a vivere il qui ed ora (forse è un po’ da counsellor?) e sostenerci a vicenda. Se non conoscete questa canzone, troverete il link al fondo!

Il ritmo di questa canzone porta ad alleggerirsi, da essere se stessi, riconoscendo ciò che si ha, senza quella sensazione di sbagliare sempre e rimuginare. 

Nel Counselling non esistono consigli, non è possibile immaginare una ricetta che valga per tutti, adattabile alle circostanze. Non ci stancheremo mai di dire che ognuno di noi è incredibilmente unico.

Ci possono però essere degli esercizi utili per vivere con leggerezza nella quotidianità:

  1. Riconosciamo ciò che di buono abbiamo: pensiamo nel quotidiano a cosa abbiamo costruito, non è scontato, è avvenuto con il tempo, con impegno. Succede però che ciò che si ha diventa normale e perde di valore. Avere consapevolezza di ciò che abbiamo realizzato ci dà invece maggiore soddisfazione in noi stessi. 
  2. Usiamo un linguaggio meno catastrofico: siamo fortemente coinvolti da questa ondata di pensiero terroristico. Le cose brutte accadono per davvero. Restituiamo il valore e la dimensione agli avvenimenti. Riconosciamo le nostre emozioni e le nostre fatiche, senza però farle diventare di una portata insormontabile.
  3. Attenzione alle aspettative: siamo fatti di sogni,  ed è giusto avere pensieri in divenire nei nostri confronti. Cerchiamo di stare con i piedi per terra, desiderare con consapevolezza ci incoraggia e ci sostiene nel quotidiano, pretendere che gli altri facciano ciò che ci immaginiamo può danneggiare il nostro umore e il nostro modo di entrare in relazione.

E ricorda.  L’importante è ridare senso al tempo libero. Il tempo in cui ci si cura di se stessi e delle relazioni. Non importa se il tempo è poco, sta a noi viverlo al meglio. Solo noi sappiamo esattamente ciò di cui abbiamo bisogno. Il senso di responsabilità è un concetto di valore, importante per ognuno di noi. Questo però non deve arrivare a schiacciarci o annullarci. Altrimenti il risultato sarà un’insoddisfazione che potrà solo appesantire le nostre relazioni e noi stessi.

Per farla breve, gli eccessi sono sempre dannosi, in qualunque caso.

E ora vi suggeriamo di cliccare sul link, regalandovi qualche minuto di “leggerezza”!

Se volete lasciare un commento, saremo felici di “ascoltarvi”.

A presto!

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2 Comments

    Daniela

    Complimenti, mi è piaciuto molto questo vostro articolo!!
    Personalmente il concetto di “leggerezza” (desiderata, rincorsa,..)mi tocca da vicino e credo che nell’epoca nella quale viviamo ci sia davvero tanto bisogno di riconoscerla e viverla nel momento presente!
    Brave, brave!!

      Tandem Team

      Grazie Daniela,
      riconoscere il bisogno di “leggerezza” nella vita è molto importante e ci aiuta ad essere consapevoli del ritmo della nostra vita.

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