COS’È IL COUNSELLING

La parola Counselling  deriva dal latino consulo che significa  avere cura di, aiutare le persone ad aiutarsi. Nel Counselling per “aiuto” si intende uno strumento di libertà e di  fiducia nella possibilità che ogni individuo ha per riscattarsi.

Il Counselling promuove il miglioramento della qualità di vita e il benessere del cliente. Sostiene i punti di forza della persona e la sua capacità di autodeterminazione. Ogni essere umano è unico e irripetibile.

Il Counselling è un processo relazionale tra Counsellor e Cliente. È un percorso in cui il Cliente può accrescere il suo livello di autonomia e di competenza decisionale, mediante l’acquisizione di una maggiore consapevolezza dei propri bisogni e del proprio potenziale umano.

Il Counselling si basa sull’idea di Rogers, il quale ha spiegato che se una persona si trova in difficoltà il modo migliore per aiutarla non è quello di dirle cosa fare. Ciò che è giusto è capire la situazione che sta vivendo, comprendendo come gestire e affrontare il problema. Tutto ha inizio prendendosi in prima persona le responsabilità delle scelte che potrà fare.

Il percorso di Counselling non è un servizio diagnostico-terapeutico. È una relazione d’aiuto tra il cliente e una persona competente per superare un problema. Alla base del Counselling vi è la ferma convinzione che il Cliente sia il maggior esperto di se stesso e del suo problema. Egli è il portatore di tutto il potenziale necessario per affrontare e risolvere il problema. Il Cliente è il principale protagonista del suo processo di sviluppo personale. Il superamento del problema, la vera trasformazione, spetta solamente a lui. Il Counsellor può solo guidarlo, con empatia e rispetto, a ritrovare la libertà di essere se stesso.

IL COUNSELLING ADLERIANO

Nella visione di Adler, ogni individuo ha tre spazi (compiti) vitali collegati tra di loro. Ogni persona per stare bene dovrebbe vivere in maniera completa e costruttiva questi tre ambiti del quotidiano:

  • le relazioni affettive (amore, amicizia, famiglia),
  • il lavoro (occupazione, scuola),
  • la partecipazione alla vita di comunità (amicizie, preoccuparsi di ciò che accade intorno a noi e  nel mondo).

Per promuovere la persona nella sua globalità, nell’insieme di questi tre contesti, Adler individua come focus del Counselling la valorizzazione dei punti di forza dei soggetti.

Per il Counselling  Adleriano, l’uomo vive, si afferma e cambia nella continua interazione con gli altri. L’essere umano, quindi, non vive in condizioni di isolamento, ma è inserito all’interno di un contesto sociale di riferimento.

IL RUOLO DEL COUNSELLOR

Nel Counselling Adleriano, il Counsellor si occupa di conoscere qual è lo stile di vita del cliente. Egli cerca di capire cosa lo renda unico, quali sono i suoi pensieri, le sue idee, le sue opinioni, le sue emozioni, i suoi sentimenti. Questo risulta fondamentale per capire come effettivamente la persona di fronte a lui entra in relazione con il mondo circostante. Partendo da questo, stimola il Sé creativo dell’individuo, le potenzialità, incoraggiando lo sviluppo dell’autostima del Cliente, in modo che il pensiero diventi azione.

Nel Counselling Adleriano, il Counsellor è colui che illumina un cammino buio. Colui che aiuta il cliente a scoprire o riscoprire quali siano le sue risorse, le capacità che possiede dentro di sé. La relazione d’aiuto, il rapporto che si crea tra Counsellor e cliente, esiste quando vi è un incontro tra due persone. Una è in una situazione di sofferenza o conflitto  e l’altra invece è un professionista capace di aiutare il cliente, usando appunto le sue risorse.

Durante i colloqui di Counselling Adleriano, il Counsellor  affianca il suo Cliente e instaura con lui una relazione esperta, fatta di accoglienza, ascolto, libertà assoluta e sospensione del giudizio.

Il Counsellor Adleriano cerca di individuare come il Cliente si muove all’interno dei tre compiti vitali (affettivo, lavorativo e sociale). Si sviluppa, così, un dialogo empatico che porta il Cliente a prendere consapevolezza delle emozioni che prova e a riconoscere la propria area problematica. Comprendere le sue motivazioni e superare i sentimenti di inferiorità,  lo aiutano a definire obiettivi, a adattarsi  al contesto sociale. Tale adattamento non sarà conformistico, bensì ottimale per le proprie potenzialità creative (Sé creativo), sia come individuo che come membro della società.