IL PERCHÉ DELLE COSE

il perchè delle cose

L’ignoranza come Filosofia di vita e processo di Counselling

Il
foglio bianco davanti.  Una lunga
assenza. E adesso? Di cosa le persone vorranno leggere? Vorranno leggere le
persone? Come ci si sente in questo periodo? Si ha voglia di leggere? Di
scrivere? Di prendersi del tempo ad osservare, dopo un tempo così diverso,
confuso, frullato?

Quante
domande possono passare nelle nostre teste ultimamente, oppure no! E’ bene, è
utile porsi tante domande o è meglio semplicemente vivere? Lasciarsi cullare
dall’ignoranza, dall’ignoto? E’ forse il modo più efficace per vivere il
presente?

Curioso
ragionamento, un po’ filosofico. Siamo capaci come esseri umani a non pensare?
A non interrogarci?

Da
sempre l’essere umano si è posto domande sull’esistenza, sul perché delle cose,
sulla ragione e sull’origine degli avvenimenti.

Così è nata la filosofia. La filosofia (in greco antico philosophía, composto
di phileîn, “amare”, e sophía, “sapienza”,
ossia “amore per la sapienza”)è un campo di studi che si pone domande e
riflette sul mondo e
sull’essere umano,
indaga sul senso dell’essere e
dell’esistenza umana, tenta di definire
la natura e
analizza le possibilità e i limiti della conoscenza.

Essa fu, inizialmente, una dottrina che assunse anche i caratteri della conduzione del “modo di vita”, ad esempio nell’applicazione concreta dei principi desunti attraverso la riflessione o pensiero. In questa forma, essa sorse nell’antica Grecia. A rendere complessa una definizione univoca della filosofia concorre il dissenso tra i filosofi sull’oggetto stesso della filosofia: alcuni orientati sull’analisi verso l’uomo e i suoi interessi. Nell’Eutidemo di Platone la descrive come:

L‘uso del sapere a vantaggio dell’uomo

Nel prosieguo della storia della filosofia altri autori seguirono con questa opinione.

Tutta la filosofia è come un albero, di cui le radici sono la metafisica, il tronco è la fisica, e i rami che sorgono da questo tronco sono le altre scienze, che si riducono a tre principali: la medicina, la meccanica e la morale, intendo la più alta e la più perfetta morale, che presupponendo una conoscenza completa delle altre scienze, è l’ultimo grado della saggezza

– Cartesio

Altri molti conosciuti come Thomas Hobbes e Immanuel Kant
sostennero la posizione per cui la filosofia è “scienza della relazione di ogni
conoscenza al fine essenziale della ragione umana”.

Ho divagato un po’,
la filosofia ha il potere di rapirmi e stimolare il mio cervello curioso. Questo
per portarci ad osservare come da sempre si è cercato di far sentire l’uomo
padrone del mondo, consapevole e cosciente di cosa accadeva intorno a sé,
artefice di uno sviluppo maggiore per la sua vita nel quotidiano. La filosofia
è alla base di grandi scienze quali la matematica, la fisica, la medicina.

Oggi
viviamo un tempo di incertezza. Il Covid ha portato con sé una forte
trasformazione sociale nello stare delle persone. Sia in modo conscio che
inconscio. I nostri comportamenti sono cambiati, anche in maniera invisibile al
nostro occhio osservatore. Il sentimento che emerge maggiormente negli incontri
con le persone di ogni età e posizione sociale è proprio questo. Mancanza di
stabilità, di chiarezza in ciò che succede e in ciò che sarà. Laddove abbiamo
creato una mente proiettata sul “Domani che farò?” percepire l’adesso diventa
complesso. Ora ci dobbiamo confrontare con il termine “Vedremo, forse”.

Come
vi fa sentire tutto questo?

Facciamoci suggestionare da ciò che scrisse Leopardi nello Zibaldone.

La felicità consiste nell’ignoranza del vero

Cosa ne
pensate? L’ignoranza in ciò che accade ci permette di essere felici? Su questo
argomento la filosofia ha un’infinità di posizioni. Questo significa che nei
secoli l’essere umano si è interrogato anche su questo e ha espresso e
argomentato idee diverse e divergenti.

A se l’ignoranza
comportasse il non farsi sempre domande sul perché delle cose? Sull’accettare
che il mondo e gli avvenimenti intorno noi accadono? Noi esseri umani possiamo
conoscere, interrogarci ed essere consapevoli. Altre volte possiamo invece
riconoscere di essere ignoranti e di non possedere il controllo.

Sicuramente
questo tempo ci porta a dover osservare e ascoltare. Ci porta a sperimentare la
tolleranza. Ossia la possibilità che altre persone pensino e credano in maniera
diversa dalla nostra. Non esiste giusto o sbagliato ma “Potrebbe succedere” e “Potrebbe
accadere”. Essere tolleranti e rispettosi inizialmente verso se stessi.

E in tutto questo stare e sentirsi incerti e confusi il Counselling cosa c’entra? Questi concetti sono alla base di una conoscenza di sé. L’adesso, l’imparare ad affrontare e valorizzare l’oggi, è ciò che un percorso insieme ad un Counsellor può portarti ad osservare e a realizzare.

Ci tengo molto ad utilizzare la parola OSSERVARE. Le parole hanno una funzione e andare a curiosarne il significato a volte è utile, illuminante. Osservare deriva dal latino observare, composto da ob- e -servare, custodire, serbare. Quindi questo termine ci invita a considerare con attenzione ciò che ci circonda, farlo nostro, al fine di conoscere meglio, di rilevare i particolari, evitando gli scontati.

Ecco allora come possiamo vivere con maggiore serenità questo periodo così diverso e a volte sospeso. Osservando ciò che di sicuro abbiamo nel nostro quotidiano, senza darlo per scontato. I particolari, i dettagli che ogni giorno si presentano uguali o diversi.

Così come l’approccio all’altro, anch’egli sospeso e incerto. Rispettoso e tollerante.  

Se volete lasciare un commento, sarò felici di “ascoltarvi”.

A presto!

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