IL COUNSELLING E L’UNICITA’

il counselling come approccio all'unicità

 Il Counselling come approccio all’unicità

Eccoci di nuovo qui. Lo scorso mese abbiamo affrontato insieme a voi il tema dell’UNICITA’, termine che riconosciamo come caratteristica insita dell’individuo. Chiamatela “deformazione professionale”, ma per coloro che si approcciano alla vita con il Counselling, la relazione tra le persone è fondamentale.

La vita di ognuno di noi è caratterizzata da situazioni in cui ci è richiesto di metterci in gioco, di sperimentarci. Provate a pensare all’inizio di una nuova relazione, sia essa di lavoro, sentimentale o amicale. Ecco, proprio in queste circostanze le emozioni che proviamo ci portano ad attivare noi stessi in qualcosa di nuovo. Entusiasmante o spaventoso che sia. In una nuova interazione con l’altro è tutto un mondo da scoprire.

E in ogni ambiente nuovo in cui ci poniamo, rendiamo operative tutte le nostre competenze personali, professionali e relazionali.

Mettersi in gioco nella vita è all’ordine del giorno. Ma è importante ricordare che in una medesima situazione ognuno di noi pensa, reagisce ed agisce in modo differente. Ognuno di noi ha il suo metro per stabilire che cosa è normale o meno. L’esperienza di ogni persona è quella che stabilisce il parametro di misura. Questo è importante tenerlo presente nel quotidiano e nelle nostre relazioni.

 

Ne abbiamo già parlato nel blog che affrontava il tema del Counselling di coppia, lo ricordate?

Ogni singolo individuo affronta e reagisce ad un evento, pur piccolo che sia, in maniera personale, secondo le proprie caratteristiche.

Tutto chiaro? E allora qual è l’intoppo che incontriamo?

Nell’affrontare in modo soggettivo una realtà questa ci insegna a sua volta qualcosa di noi. Ed è così che, con più o meno consapevolezza, evolviamo.

Evoluzione, che parolona! Ci riporta a pensieri come l’evoluzione del mondo. Ma in realtà tutto attorno a noi cambia, si trasforma. Così anche noi!

Quando ci immergiamo in una situazione in prima persona, ci adattiamo al sistema esterno, cercando di non entrare in conflitto con il nostro mondo interiore. Quando però si attiva in noi questa “lotta interna” ecco che un percorso di Counselling può aiutare.  E’ in questo cammino che possiamo scoprire ed imparare nuove parti di noi. Ad esempio partendo dalla nostra memoria emozionale ed esperienziale.

Pensiamo alla nostra memoria olfattiva. Quante volte vi sarà capitato di sentire un odore che vi ha riportato alla mente un ricordo? Quando lo avete percepito come familiare?

La pioggia d’estate, l’asfalto bagnato, il profumo del caffè la mattina, tantissime sono le situazioni. Questo accade nel quotidiano su ciò che affrontiamo. Il passato lascia un segno che grazie alla memoria esperienziale ci fornisce strumenti per il “qui ed ora”. Ci avete mai fatto caso? Non lo trovate affascinante anche voi?

 

Il nostro vissuto però può essere un’arma a doppio taglio. Se il momento è stato provato (esperito) in maniera negativa, cosa succede? Può scattare in noi una forma di autodifesa che potrebbe farci “chiudere”, ritirandoci a “riccio”, laddove la stessa situazione si riproponga.

Ed ecco che anche in questa occasione il Counselling ha una funzione importante. Osservando insieme al Counsellor un avvenimento della nostra vita, si riportano a galla, si fanno emergere le nostre specifiche competenze da mettere in atto nel quotidiano. E’ attraverso la presa di consapevolezza delle nostre risorse che nelle situazioni future sarà più semplice analizzare, affrontare e superare il momento.

Potremmo imparare a non rifare gli stessi errori! Ma chi all’interno della propria vita è tanto razionale da non farlo? D’altra parte rischiamo di  diventare diffidenti nei confronti dell’altro. Chiaramente tutto ciò è una lezione di vita. Ci insegna qualcosa.

Il Counselling si trova pertanto a rinforzare con il senso di unicità di ognuno di noi.

Ma attenzione! Un tranello in cui è facile cadere è l’atteggiamento del “io sono fatto così”. Ecco che in queste situazioni il Counsellor aiuta il cliente a fermarsi a riflettere. E come mai? Pensiamoci bene. L’unicità è la capacità di ognuno di essere singolare, vivere all’interno del proprio contesto sociale adattandosi. Abbiamo parlato di cambiamento, di evoluzione. E’ vivendo nella società che ci trasformiamo, mutiamo. E’ sperimentandoci che maturiamo e prendiamo consapevolezza.

“Io sono fatto così” è la frase di chi vuole star fermo, di chi non ha interesse all’altro. E’ verissimo. Ognuno di noi ha caratteristiche proprie.

Pensate.  Io posso adorare indossare i miei jeans preferiti. Mi stanno benissimo e mi fanno sentire a mio agio. Ma non è detto che  siano adatti in ogni momento. Al matrimonio della mia migliore amica non saranno sicuramente l’outfit adeguato. In un percorso di Counselling impariamo pertanto a conoscerci meglio e a decidere autonomamente quali nostre caratteristiche utilizzare per stare meglio a secondo delle situazioni.

Lo scambio con l’Altro e ciò che produce diventano una forma di benessere. L’integrazione con le persone che ci circondano è una forma di dono. L’Altro essendo  diverso da noi, ci regala un tipo di relazione che diventa Unica. L’interazione di due o più esseri unici.

 

Ci facciamo aiutare da Enzo Bianchi, noto saggista italiano.

Donare è un’arte che è sempre stata difficile: l’essere umano ne è capace perché è capace di rapporto con l’altro, ma resta vero che questo «donare se stessi» – perché di questo si tratta, non solo di dare ciò che si ha, ciò che si possiede, ma di dare ciò che si è – richiede una convinzione profonda nei confronti dell’altro.

In questo concetto ci ritroviamo anche noi di Tandem – Counselling, riprendiamo i concetti di Adler dell’uomo come essere sociale, inserito in un contesto in cui dà e riceve. Potete pertanto immaginare come nel il Counselling tutto questo sia di enorme importanza. Riconoscendo l’unicità di ognuno lo si aiuta a stare meglio nel suo contesto sociale.

 

Carl Roger parlando del Counselling e delle figure professionali legate a questo lavoro ha scritto:

il Counsellor ha una funzione simile a quella di uno specchio, per mostrare al cliente il suo vero volto così che egli possa riorganizzarsi.

Se vi approcciate ad un percorso di Counselling verrete accompagnati nell’acquisizione o nella riacquisizione della fiducia in voi stessi, affrontando il problema nel “qui e ora”. Il Counsellor nella relazione d’aiuto con il cliente mette in gioco non solo capacità professionali ma anche caratteristiche personali. Senso di accoglienza e assenza di giudizio sono necessarie. Il Counsellor personalizza ogni volta queste capacità in relazione all’unicità delle caratteristiche del cliente. Non dà consigli, perchè se così fosse non contribuirebbe alla maturazione della persona che incontra.

Ah non dimenticate! Un Counsellor professionista deve essere iscritto ad un’associazione di Counselling riconosciuta, quindi diffidate dalle imitazioni!

 

E ora vi suggeriamo di cliccare sul link. Vorremmo proporvi un brano, l’inno dell’unicità, del riconoscimento della bellezza di essere se stessi per quello che si è.

Se volete lasciare un commento, saremo felici di “ascoltarvi”.

A presto!

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