IL COLLOQUIO DI COUNSELLING

Non è la situazione che fa il problema ma come lo si sta vivendo.

I colloqui di Tandem

OBIETTIVI, MODALITÀ E FASI

Il colloquio è lo strumento principale utilizzato nei percorsi di Counselling e ha i suoi tempi. È  fondamentale comprendere che il colloquio di Counselling non è una conversazione, né una discussione. Non è un’intervista nel senso giornalistico del termine, né una confessione e non prevede una diagnosi.

Il percorso di Counselling  può essere composto da una decina di appuntamenti a cadenza settimanale. Ogni intervento è personalizzato sulle esigenze specifiche del cliente. Il primo colloquio è svolto a titolo gratuito.

obiettivi

Gli obiettivi di un colloquio di Counselling sono assumere consapevolezza del disagio attraverso una sua coerente e fiduciosa esplorazione. Un percorso di counselling strutturato in colloqui aiuta a fronteggiare il momento di crisi, rendendo il cliente autonomo nel prendere le decisioni più adatte per sé. Favorisce e incoraggia lo sviluppo di nuove potenzialità, tiene il cliente al centro del processo d’aiuto e sta al suo servizio. (Rogers)

A CHI è RIVOLTO

È rivolto a singole persone, coppie o gruppi familiari che sentano l’esigenza di un affiancamento in momenti particolarmente impegnativi della loro vita. A seconda delle utenze,  il colloquio di Counselling può essere:

  • Individuale. Il singolo soggetto  si trova in un momento di difficoltà e necessita di un percorso ( adolescente, giovane, adulto, anziano).
  • Familiare. Madre/padre- figlia /figlio devono affrontare una difficile situazione e vogliono approcciarsi al Counselling insieme.
  • Di coppia.  I componenti di una coppia possono trovarsi nella condizione di aver bisogno di uno spazio neutro per affrontare problematiche comuni vissute in modo diverso (difficoltà di comunicazione, cambiamenti di ruoli e dinamiche, fase di separazione, ecc. ecc.).
  • Laboratorio o sportello di ascolto e di orientamento nelle scuole. Mediazione dei conflitti, affettività e sessualità, emozioni, ecc. ecc.
  • Gruppo genitori.
  • Sportello di ascolto per adulti in difficoltà.

il counsellor e il cliente

Il Counsellor, attraverso il colloquio, accompagna il cliente nella relazione d’aiuto, lavorando insieme per comprendere la sua situazione e prendere in prima persona delle decisioni funzionali per sciogliere il suo nodo problematico. In tutti gli incontri previsti dal percorso di Counselling, il Cliente deve poter percepire un clima sereno, di ascolto attivo ed empatico, e deve sentirsi libero dal giudizio.

In un colloquio di Counselling il Cliente ottiene un ascolto attento e non giudicante. Ha la possibilità di esplorare le sue difficoltà e di individuare obiettivi realistici e raggiungibili. Viene aiutato a scoprire e valorizzare i punti di forza personali e quelli della sua rete relazionale. Rafforza le proprie capacità di scelta e di decisione.

Partendo dalla teoria di Adler, nei colloqui di Counselling vi è compartecipazione dialogica. Il Cliente porta delle informazioni e il Counsellor rivolge delle domande per rilevare l’unicità della sua persona e il suo stile di vita. Si pone attenzione ai tre compiti vitali: la sfera affettiva,  lavorativa e sociale. Ogni colloquio è unico e assolutamente soggettivo perché si costruisce su una relazione specifica e irripetibile. È un incontro profondo e delicato, che riguarda due persone che lavorano insieme.

le fasi del colloquio

Durante il primo colloquio, il Counsellor si propone di far sentire il Cliente ascoltato e capito, e crea con lui un contatto emotivo. Il Counsellor empatico funge da specchio, riformulando e restituendo le emozioni trasmesse dal Cliente. Questa fase iniziale rappresenta il primo impatto sia per il Counselor che per il Cliente. Qui si stabilisce un accordo tra le parti per far sì che il Cliente si senta accolto e a suo agio. Nel primo colloquio avviene il riconoscimento e la definizione del problema da parte del cliente.

Si apre poi una seconda fase, dove si mettono in pratica le dinamiche del colloquio. Qui ci si conosce reciprocamente nell’approfondimento dei temi cruciali alla relazione d’aiuto. Si usa attivamente l’ascolto attivo e la riformulazione per focalizzare e chiarire meglio ciò che blocca il cliente.

Infine è prevista una fase finale, che è il momento della chiusura. In questa ultima  parte, si puntualizzano gli elementi più importanti emersi dai colloqui. Si restituisce tutto ciò che è stato fatto insieme. Si rivisita il percorso compiuto e si prendono le decisioni più adeguate per attuare il cambiamento.