LE PAROLE DELL’ALTRO

differenze di genere

Differenze di genere e stereotipi nella coppia

Anita e Giuseppe sono seduti sul divano.

Le loro mani e i loro sguardi si sono incontrati molte volte in quest’ora, durante il nostro incontro. Nell’aria un calore ed una sensazione di benessere ci fa sentire più leggeri. Giuseppe sorride, mi ringrazia: “Quello che ha fatto con noi è davvero bello. Ci ha dato modo di parlare. Spesso la sera siamo sul divano, stanchi, non abbiamo voglia, non abbiamo più la forza di parlarci. E poi la sua presenza, un terzo esterno, una persona estranea, aiuta: ha messo in luce delle dinamiche che spesso sembrano complicate nel quotidiano. A volte, mi sembra parliamo lingue diverse. Da soli non riusciamo a vedere, anche se ci amiamo tanto”.

Giuseppe ha colto nel segno! In casa a volte, soprattutto nei momenti di tensione, sembra di essere a Babilonia! Quando si parla con la propria compagna sembra quasi di parlare lingue differenti. 

Pure la notissima coppia garibaldina (Anita e Giuseppe sono nomi tratti dalla nostra storia) che ha dovuto affrontare problemi insormontabili, al termine di un incontro di Counselling ha portato questo dilemma. 

Ma è davvero così? “Gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere” come provava a spiegarci John Gray nel suo libro? 

Diversi sono gli studi che si possono trovare, se siamo realmente interessati, a partire dalla medicina di genere, la quale si occupa di studiare le differenze tra il maschio e la femmina. Queste indagini sembrano provare come, anche di fronte all’assunzione di una semplice aspirina, l’uomo e la donna rispondano in maniera diversa.  Marianne Legato, medico in neuroscienze, nel suo libro “Perché gli uomini non ricordano niente e le donne non dimenticano mai” spiega quanto gli stereotipi che rimandano alle differenze di genere siano reali. Perché nelle discussioni tra moglie e marito gli uomini non si ricordano niente e le donne non dimenticano mai? Perché gli uomini sono più portati a fare una cosa alla volta con una grande concentrazione e le donne sono invece multi-tasking, sono cioè abituate a fare più cose contemporaneamente? Perché gli uomini hanno mediamente più senso dell’orientamento, hanno una visione geometrica dello spazio e ragionano per immagini, mentre le donne si orientano prevalentemente memorizzando punti di riferimento, ignorano le mappe e hanno più capacità linguistiche ed espressive? Se volete le risposte a queste domande quel libro può essere un curioso strumento di comprensione. 

Altri studi ancora parlano nello specifico delle connessioni dei nostri cervelli e della loro connettività. Il Dottor Ingalhalikar ha potuto dimostrare come nella mente maschile i collegamenti siano maggiormente sviluppati tra la parte posteriore e la parte anteriore, all’interno della stessa metà del cervello. In quello femminile vi sono invece più connessioni globali tra i due emisferi. Questo può aiutare a capire la maggiore predisposizione nei concetti spaziali negli uomini e maggiore competenza comunicativa, intuitiva e di analisi della situazione nelle donne.

Nel contesto di una relazione sentimentale ulteriori sono la differenze che generalmente riscontriamo sull’emotività, la sensibilità, la modalità con cui si provano emozioni e sentimenti e, soprattutto, gli atteggiamenti con cui li si esprimono e la rilevanza ed importanza che viene loro attribuita. 

Siamo diversi eccome. Non vogliamo dire che gli stereotipi siano giusti e giustificabili, semplicemente che, in certe occasioni, sapere come funzioniamo può essere utile, può regalarci un po’ di comprensione e leggerezza all’interno del nostro rapporto. 

Proprio come diciamo nel nostro manifesto:

La Vita ha bisogno di Leggerezza

E poi non dimentichiamoci una cosa importante. 

Le relazioni sentimentali altro non sono che un rapporto tra due diversi per eccellenza. Uomo e donna, laddove queste siano eterosessuali, indiscutibilmente differenti. Ma al di là del genere sessuale  al quale apparteniamo, sono le diversità nel modo di pensare, di vedere il mondo, di affrontare i problemi, di provare ed esprimere i sentimenti che creano incomprensioni strutturali, inconciliabili, inevitabili tra i sessi. Eppure sono quelle stesse differenze alla base dell’incontro, dell’attrazione e della relazione amorosa che si stabilisce. Sono proprio le differenze che rendono l’altro talmente interessante da avere voglia di conoscerlo giorno dopo giorno. Sono quelle stesse differenze che ci compensano. 

Quante volte ci accorgiamo che il nostro partner ci completa? Che arriva dove noi non riusciamo?

E il Counselling in tutto questo come si muove?

Ecco il Counselling diventa una possibilità di esprimere se stessi e di portare l’attenzione sui propri vissuti individuali e di coppia. Raccontandosi. Esplicitando le proprie dinamiche, le proprie consapevolezze. Portando a galla  le aree di complicità e di conflitto e dell’identità stessa. Incoraggia Anita e Giuseppe ad esprimersi per ciò che sono, nella loro unicità, nella loro storia. Utilizza gli stereotipi, laddove sia funzionale, ma poi sostiene le vite di ognuno e a volte i lati maschili e femminili presenti in ognuno di noi. Il Counsellor riconosce anche come le differenze di genere possano essere fonte e sinonimo di predominio dell’uno sull’altro. Il quanto a volte queste possano essere motivo di discriminazione e di stereotipi. Questo avviene spesso secondo il “senso comune”. Ciascuno dei due sessi, piuttosto che esercitare il potere, ha soprattutto l’occasione di crescere grazie all’altro.

Uomini e donne sono effettivamente diversi: è utile riconoscersi come tali all’interno di una coppia. Ma è altrettanto utile riconoscere che l’influenza reciproca è tale da modificare il cervello stesso del partner, al punto da poter “trasferire” a un genere compiti e comportamenti generalmente riferiti all’altro.

Perché siamo d’accordo sulle differenze di genere, ma siamo anche consapevoli che l’evoluzione ci porta a prendere uno dall’altro le caratteristiche migliori per la sopravvivenza. Per cui abbiamo sviluppato caratteristiche sia maschili che femminili in ognuno di noi.

La società ce lo chiede e il cervello si adatta.

E come diceva inizialmente Giuseppe riconosciamo, nella figura del Counsellor, quella figura terza, riconosciuta come esperta, che permette di esprimere alcuni bisogni. Il percorso counselling mette a nudo le difficoltà nella coppia,  orienta a facilitare, chiarifica la comunicazione, sostiene la relazione.

Anita e Giuseppe hanno raccontano di come le caratteristiche maschili e femminili, all’interno delle loro dinamiche, siano invertite in alcune circostanze arricchendo i soggetti e la loro relazione. Giuseppe parla proprio di “una dinamica che mischia le carte” nella loro situazione.

Le caratteristiche, le competenze dell’uno arricchiscono l’altro.

Proprio questo rende la coppia unica e irripetibile e terribilmente interessante.

Se volete lasciare un commento, saremo felici di “ascoltarvi”.

A presto!

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