CAMBIAMENTO: FINE O INIZIO?

cambiamento: fine o inizio

 Il Counselling come strumento di consapevolezza e inizio al cambiamento

Il 2018 è ormai a termine.

Il 2019 sta per iniziare.

Leggendo queste due frasi potremmo essere tacciati di ripetizione. Ma è proprio così?

Forse queste due espressioni possono avere un’accezione, un significato profondamente

diverso. Tante volte, a seconda di come una frase viene formulata ha un senso differente. Pensate al classico gioco del “Come vedi il bicchiere?  Mezzo pieno o mezzo vuoto?”

Nelle frasi iniziali, utilizzando le parole fine o inizio non vogliamo darne un’accezione positiva o negativa. E no! Noi da buone Counsellor vogliamo proporre diversi punti di vista, perché è questo ciò che Noi ci proponiamo di fare.

Partendo dai racconti e dalle emozioni suscitate con i nostri clienti si sviluppa un percorso insieme. Un inizio che offre diverse opportunità  per la persona che sta vivendo un momento difficile e faticoso.

Avviene un momento nel percorso di Counselling dove acquisendo maggior consapevolezza ci sembra di aver chiuso con ciò che eravamo. Chiaramente non è così, siamo sempre noi stessi, anche se a volte non ci riconosciamo nel cambiamento.

Ci piacerebbe che nei nostri blog vi arrivasse la nostra intenzione, l’attenzione al vostro stare. Vorremmo che leggendo queste parole vi fermaste a pensare. Che quanto scritto potesse stimolare un pochino il vostro quotidiano.

Torniamo a noi. Fine o inizio?

Annoso tema questo? Non pensiamo. Lo vediamo come un argomento curioso e interessante.

Andando a cercare abbiamo scovato diverse informazioni sulla fine/inizio dell’anno. 

Festeggiare il Capodanno ha origini antichissime, addirittura da prima della nascita di Cristo. A differenza del santo Natale, non si tratta di una festa religiosa. Per ogni Paese esistono usanze diverse utilizzate per portare fortuna al nuovo anno che arriva. La mezzanotte segna un momento di passaggio che ricorda al mondo la fine di qualcosa e l’inizio di un nuovo percorso da fare.

Nell’antica Roma l’inizio dell’anno era consacrato ad una figura perfetta a cui dedicare gennaio: il dio Giano, il quale al primo mese dell’anno dà anche il proprio nome. Giano era preposto a tutti gli inizi. Divinità tra le più importanti, veniva raffigurata con i suoi caratteristici due volti, in grado di guardare il presente e il futuro così come l’interno e l’esterno.
E allora ecco che, pensando all’anno che sta per cominciare, si attivano dei pensieri in noi, a carattere costruttivo. Possiamo credere che la fine dell’anno sia un momento in cui tutto è possibile. Si crea una staffetta emotiva interna. Un passaggio. Un travaso temporale. Un’insieme di speranze che ci aiutano a disegnare sogni.

E da Counsellor, giovani e un po’ audaci, vogliamo immaginarci un po’ come Giano, con due volti. Con l’obiettivo di osservare il presente insieme al cliente e orientarci verso un nuovo futuro, fosse anche solo come visione e approccio. Con una percezione dell’esterno, del quotidiano, e dell’interno, agli stati emotivi.

 

Condividendo il suggerimento del noto pittore Amedeo Modigliani nel suo approccio all’osservazione della vita:

Perché con un occhio guardi il mondo, con l’altro guardi dentro di te..

L’anno nuovo arriva e quello vecchio termina. La percezione è che vi sia un cambiamento. Un inizio. Piccolo magari. Indipendente dalla nostra volontà.Si cambia il calendario appeso al muro della cucina, si utilizza una nuova agenda,….

Si ha anche bisogno di cambiamenti. E’ naturale nell’arco della propria vita desiderare novità. A volte si ha la sensazione di intolleranza della situazione quotidiana che si vive. Un lavoro che non soddisfa più, una relazione che toglie energie, una città che sta stretta, una condizione sociopolitica che non permette una vita serena.

A volte si ha la necessità di cambiare, questo può generare la sensazione di un continuo divenire. Crescita che a volte diventa frenesia. in una questione dolorosa stare può dare la percezione di immobilismo, di paura  e rassegnazione.

Ma proviamo a riflettere. E’ proprio così?

In una società in cui non si è ma si fa, siamo sicuri che ciò che facciamo ci porta realmente alla realizzazione di noi stessi?
Noi di TANDEM Counselling suggeriamo spesso di fermarsi. E’ nello stare che si accetta ciò che si vive, che si osservare cosa non funziona, cosa ci fa stare male. Il cambiamento è un atteggiamento diverso dal FARE. Comportamenti frenetici, riempitivi non sono sinonimi di cambiamento, di miglioramento.  Sono tipici di chi non vuole fermarsi e sentirsi, riconoscere le proprie emozioni.

Attraverso l’accettazione vi è il cambiamento.  Con un’attenta osservazione vi è la presa di coscienza, di consapevolezza di quali sono le dinamiche che attuiamo. Di quali sono gli errori che ripetiamo e riproponiamo abitualmente, cadendo e ritrovandoci in situazioni che ci portano a ripetere la frase:

“Non ce la faccio più, ho bisogno di cambiare”.

L’accettazione porta al cambiamento! Accogliere il proprio essere anziché giudicare apre la strada alle infinite opportunità. Lasciarsi andare a ciò che è scioglie ogni tensione e rende fluido il percorso. L’accettazione diventa la chiave per interrompere il ripetere i soliti, vecchi schemi, pensieri, storie e comportamenti. Porta ad un nuovo inizio.

Chiudete i cicli. Non a causa dell’orgoglio, dell’incapacità o dell’ignoranza. Ma semplicemente perchè non fanno più parte della vostra vita. Chiudete la porta, cambiate musica, pulite la casa, eliminate la polvere. Smettete di essere quello che eravate e cambiate in quello che siete.

Paulo Coelho

A volte usiamo essere vivaci e intraprendenti noi di TANDEM Counselling. Altre volte invece sentiamo la necessità di affidarci a grandi personaggi che ci guidino nell’affrontare temi così importanti. Tiziano Terzani nell’ultimo romanzo scritto “La fine è il mio inizio” , sotto un albero a due passi dalla sua casetta in stile tibetano, in uno stato d’animo meraviglioso, racconta di tutta una vita trascorsa a viaggiare per il mondo alla ricerca della verità. E cercando il senso delle tante cose che ha fatto e delle tante persone che è stato, delinea un affresco delle grandi passioni del suo tempo. Ai giovani in particolare ricorda l’importanza della fantasia, della curiosità per il diverso e il coraggio di una vita libera, vera, in cui riconoscersi. La sua proverbiale risata e la tonalità inimitabile della sua voce lasciano trasparire la serenità di chi non lotta più, felice di un’esistenza fortunata, ricca di avventura e amore.

 

 

Allora, questa è la fine, ma è anche l’inizio di una storia che è la mia vita e di cui mi piacerebbe ancora parlare con te per vedere insieme se, tutto sommato c’è un senso.

Tiziano Terzani

E la ricerca continua di un senso, di uno stare bene, di un possibile cambiamento che con l’inizio del nuovo anno auguriamo ad ognuno di voi che ci seguite ormai da un po’.

Se volete lasciare un commento, saremo felici di “ascoltarvi”.

A presto!

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